Genitori

Essere un genitore è una cosa difficile.

Molti genitori vivono:

  • ansia e paura di sbagliare con i propri figli;
  • senso di inadeguatezza;
  • difficoltà a gestire rabbia e frustrazione, sia proprie che dei propri figli.

Questo non significa che ci sia qualcosa di sbagliato in loro o nei loro figli.
Significa che il sistema nervoso è sotto pressione e ha bisogno di più comprensione, sostegno e strumenti utili.

Il mio lavoro con i genitori

Non lavoro solo sul comportamento del bambino.
Mi prendo cura del genitore, perché un bambino ha bisogno prima di tutto di un adulto che si senta più sicuro dentro.

Il genitore

Si sente spesso stanco, frustrato, sotto pressione.
Si giudica o teme di sbagliare continuamente.
Fa fatica a tollerare errore, rabbia e fragilità.

Il bambino

Ha bisogno di sicurezza emotiva.
Non riesce a regolarsi da solo.
Si calma quando sente un adulto stabile accanto.
Un genitore sufficientemente sicuro non è perfetto.
È un adulto che sa stare nell’errore, nella fatica e nella relazione.

Cosa possiamo fare insieme

Capire cosa ti succede

Dare un senso alle tue reazioni,
riducendo colpa e autocritica,
per sentirti meno solo nella fatica.

Rafforzare la tua sicurezza interna

Lavorare su respiro, corpo e immagini mentali
per aiutare il tuo sistema nervoso
a sentirsi più stabile.

Cambiare la relazione

Quando il genitore cambia modo di stare nella relazione,
anche il bambino può iniziare a stare meglio.

Se non sei ancora genitore

Ci sono donne e uomini che, pur non essendo genitori, si pongono molte domande sulla possibilità di diventarlo.

Spesso emerge la paura di ripetere storie di attaccamento difficili, soprattutto quando, nella propria esperienza, non ci sono stati adulti percepiti come sicuri o affidabili.

Accompagno chi lo desidera — che sia in attesa di un figlio, che lo stia immaginando o che ne abbia già uno — in un percorso di consapevolezza sul significato della genitorialità e su cosa renda una relazione davvero nutriente.

Prendersi cura di sé prima significa offrire, oggi o domani, la possibilità di essere un adulto più presente, più consapevole, più umano.

Scrivimi

Perché lo faccio?

Non tutti siamo genitori.
Ma tutti siamo stati figli.

Moltissime delle persone che incontro in terapia sono state bambini in relazione con adulti non disponibili, non sintonizzati, non regolanti.

Bambini ignorati, zittiti, non ascoltati.
Bambini a cui sono state chieste responsabilità troppo grandi.
Bambini che hanno imparato a mettere da parte i propri bisogni.

La relazione genitore–figlio è il primo luogo in cui si costruiscono autostima, sicurezza e senso di valore personale.

È lì che impariamo se il mondo è un posto sicuro, se le emozioni sono tollerabili, se possiamo essere visti così come siamo.

Per questo inizio dai genitori.
Perché un bambino più sicuro oggi sarà un adulto più libero domani.